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Svezia: a scuola si ritorna a studiare sui libri di carta

Non è un film o una serie tv! La Svezia ha proprio deciso di tornare alle origini, come si faceva un tempo, taccuino e calamaio, lasciando un po’ da parte la tecnologia.

Le persone ormai sin dai primi anni di vita, sono immersi nella realtà digitale, che siano cartoni animati o giochi, l’intrattenimento ormai avviene attraverso i dispositivi elettronici.

In un’epoca in cui la digitalizzazione è tutto e ha preso il sopravvento, la Svezia fa un passo indietro: l’istruzione riprenderà ad utilizzare strumenti più tradizionali, come ad esempio libri cartacei.

Le cause che hanno portato a queta decisione

Le cause che hanno portato a questa decisione, ovviamente, nascono da una natura culturale in cui si instaura una profonda preoccupazione per quelli che saranno gli uomini e i lavoratori del domani. Secondo delle statistiche, la Svezia avrebbe notato un calo delle capacità di apprendimento e dell’alfabetizzazione. Motivo principale per il quale piano piano in modo graduale e progressivo, la Svezia tornerà a un metodo più tradizionale per il comparto scuola.

I test PISA e PIRLS cos’hanno rivelato?

I risultati dei test PIS e PIRLS hanno rivelato un abbassamento dei livelli di alfabetizzazione, un primo passo è avvenuto già nel 2025: le scuole d’infanzia hanno iniziato a lasciare gli strumenti digitali. Entro la fine del 2026 sarà vietato l’uso dei cellulari in aula, che a mio avviso, dovrebbe essere un qualcosa che va oltre le regole, ma che riguarda la moralità e l’educazione nel momento in cui si è nell’ambiente scolastico.

Si arriverà al 2028 in cui i libri di testo, insieme a quaderni e a tutto il materiale didattico, torneranno a essere i protagonisti dell’apprendimento della scuola svedese: previsto investimento di oltre due miliari di corone.

Il digitale non si è integrato come si sperava

Alberto Pellai psicoterapeuta dell’età evolutiva, ha commentato:

“Il digitale è entrato a scuola con la promessa di migliorare gli apprendimenti”, ha affermato Pellai. Tuttavia, i dati dimostrano che, a livello globale, l’introduzione della tecnologia ha coinciso con un deterioramento delle competenze. La Svezia, quindi, sta cercando di tracciare un nuovo percorso, un esempio che potrebbe ispirare altri Paesi”. ““Il supporto digitale ci permette di compiere azioni rapide e gratificanti, ma produce poco apprendimento”. “Il sistema ha generato enormi profitti per le big tech, mentre le capacità cognitive dei nostri figli sono diminuite”.

Ci si aspettava un altro tipo di risultato ma probabilmente, le persone non sono ancora pronte ad accogliere tutta questa tecnologia o semplicemente il troppo storpia come in tutte le cose.

Più umanità e meno digitalizzazione

Più stimoli sociali e culturali vivi, più riflessioni e creatività provenienti dall’uomo e non dalle macchine o da intelligenze virtuali. Chapeaux alla Svezia che ha avuto il coraggio di fare un passo indietro per cercare di salvare le menti prima che sia troppo tardi e risultino annebbiate dai processi automatici.

(Immagine Pixabay)

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